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22/02/2022

TRANSFORM: i bisogni dei cittadini entrano nelle policy di Regione Lombardia

I risultati del percorso partecipativo del progetto UE ora nel Programma Strategico Triennale su R&I

Redazione Open Innovation

Redazione Open Innovation

Regione Lombardia

Lo scorso 19 ottobre il Consiglio Regionale ha approvato il nuovo “Programma Strategico Triennale per la Ricerca, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico” (PST), lo strumento di governance che guida lo sviluppo del territorio lombardo in ambito ricerca e innovazione.

Il PST 2021-2023 “traccia le linee di sviluppo della ricerca e dell'innovazione per rispondere alle sfide globali del nostro tempo, attraverso un approccio distintivo, che mette al centro di tutte le scelte la persona e i suoi bisogni”, ha spiegato il governatore della Lombardia Attilio Fontana.

E proprio per indagare i bisogni della popolazione in ambito ricerca e innovazione coinvolgendo direttamente i cittadini, nel corso del 2021 il progetto TRANSFORM ha progettato e condotto un percorso di dialogo strutturato in due fasi: un sondaggio e un workshop deliberativo.

Il sondaggio si è svolto a fine aprile e ha coinvolto un campione di mille persone residenti nella Regione, selezionate in modo da avere un gruppo di partecipanti rappresentativo della popolazione lombarda per età, genere e provincia di residenza. Le risposte, raccolte con il supporto di un’agenzia specializzata in questo tipo di indagini, sono state quindi analizzate da Fondazione Giannino Bassetti e integrate da Regione Lombardia - con il supporto di Finlombarda - nel nuovo PST.

I risultati del sondaggio hanno evidenziato “educazione scolastica di qualità per più bambini e ragazzi”, “lavoro dignitoso per più persone” e “minori impatti delle città sull’inquinamento” come gli obiettivi più urgenti per il territorio (indicati rispettivamente dal 66%, 65% e 62% del campione).

Secondo gli intervistati, due di questi stessi ambiti – educazione e lavoro – sono stati tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria: “istruzione di qualità”, “miglioramento delle condizioni di salute e benessere”, e “lavoro dignitoso” sono infatti gli obiettivi diventati ancora più importanti in seguito alla pandemia Covid-19, con un impatto maggiore registrato soprattutto nelle famiglie più numerose.

I giovani tra i 18 e i 24 anni hanno dimostrato una maggiore sensibilità verso i temi legati alla sostenibilità ambientale, tra i quali “più consumo e produzione responsabili”, “infrastrutture per la mobilità”, “più persone che utilizzano acqua pulita e sicura per l’alimentazione e la cura della persona”, “più azioni per la protezione della biodiversità”.

Il sondaggio è stato anche un’occasione per riflettere a partire dalle opinioni dei cittadini sulle potenziali risposte ai bisogni identificati. Secondo i partecipanti, le azioni più efficaci per raggiungere gli obiettivi evidenziati, sono il miglioramento delle politiche regionali, nazionali e internazionali e il miglioramento dei servizi pubblici (indicate come prioritarie da una percentuale di partecipanti compresa tra il 63% e il 69%).

Ma un ruolo cruciale è stato attribuito anche all’ascolto e il coinvolgimento della popolazione, che secondo il 60% circa dei cittadini potrebbe aiutare “molto” o “moltissimo” a raggiungere le priorità del territorio. Un dato che sale oltre l’80% quando la necessità è quella di rispondere a sfide legate alla sostenibilità ambientale (“più consumo e produzione responsabili” 83%, “più azioni per la protezione della biodiversità” 83%). Azioni specifiche ed esempi concreti sono stati suggeriti dai cittadini nell’ambito dell’educazione scolastica di qualità, della parità di genere, delle infrastrutture per la mobilità, della transizione energetica e della sostenibilità ambientale attraverso delle domande aperte.

Tra i bisogni personali e familiari più importanti, gli intervistati hanno indicato esigenze legate a salute, lavoro e sicurezza (“prevenire le malattie” 87%, “vivere in ambienti e contesti sicuri” 85%, “avere servizi per il cittadino di facile utilizzo” 83%, “muoversi su strade sicure” 83%).

I due terzi dei partecipanti hanno indicato ricerca e innovazione come strumenti in grado di dare risposte a questi bisogni, soprattutto in ambito medico, mentre secondo un altro 24% lo sviluppo scientifico e tecnologico può svolgere un ruolo parziale.

Chi coinvolgere nel disegno delle politiche di ricerca e innovazione di Regione Lombardia? Secondo i partecipanti al sondaggio, ai primi posti ci sono università/centri di ricerca e Governo ma anche cittadini (37%) ed enti pubblici, nello specifico i Comuni (35%). Imprese ed Unione Europea, attori importanti per il sistema regionale della ricerca e innovazione, sono invece al quinto posto (28%).

I temi legati all’ambito della sostenibilità ambientale, che in base alle risposte sono emersi come prioritari, sono stati indagati ulteriormente in un secondo momento nel corso di un workshop deliberativo. L’evento pilota, dal titolo “Transizione energetica giusta per tutti”, si è svolto il 29 maggio 2021 e ha coinvolto 18 cittadini residenti in Lombardia.

In allegato il report della survey, una sintesi dei risultati in formato pdf, i risultati completi della survey in formato excel.

 

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