L'intervista

26 novembre 2020


Intervista a Enrico Giovannini, 
Portavoce Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)

 

I fondi del Next Generation EU - “un errore chiamarlo Recovery Fund” - non basteranno all’Italia per affrontare le sfide poste dalla pandemia di Covid-19 e da un orizzonte di sviluppo sostenibile.

 

Sbagliato, dunque, limitarsi a stendere una semplice “lista di progetti” su cui investire quei fondi (i cui tempi di ricezione sono tra l’altro incerti): quello che occorre è una profonda revisione delle politiche pubbliche e dell’organizzazione della PA.

 

Questo spiega il professor Enrico Giovannini, Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, uno dei massimi esperti di statistica, già chief statistician dell’Ocse (2001-2009) e presidente dell’Istat (2009-2013), nonché Ministro del lavoro (2013-2014).

 

Docente di statistica economica all’Università “Tor Vergata” di Roma e di Public management al Dipartimento di Scienze politiche dell’Università Luiss, in questa video intervista Giovannini illustra i tanti aspetti della nostra quotidianità su cui la pandemia avrà effetti stabili: dalla “globalizzazione regionale” in territori come la Lombardia, alle nuove forme di investimento.

 

Il professor Giovannini racconta anche l’impatto della pandemia su 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030, il ruolo fondamentale dell’innovazione tecnologica a supporto della sostenibilità, quali sfide attendono il Paese in generale e alcuni settori in particolare. 

 

E sollecita in particolare due cambiamenti, a partire dalle proposte già avanzate dall’Asvis: l’istituzione di un ufficio nazionale di pianificazione strategica e un maggiore coordinamento tra l’uso di fondi nazionali, fondi ordinari europei e risorse straordinarie del Next Generation EU.


Guarda la video intervista e commenta:

Pier Luigi Caffese

27/11/2020 alle 10:29

Non sono d'accordo con Giovannini prof di statistica ed ex Ministro che fece poco o nulla.Il mio grande prof di statistica Brambilla che dalla Bocconi veniva a UniGenova, ci insegnava che bisogna partire dai progetti,valutarli in termini economici e stocastici, e contemporaneamente fare riforme per far andare avanti i progetti,Dato che sono un manager e progettista di energia dobbiamo riformare il Pniec per arrivare a 55% Rinnovabili e al 2030 100% FER.Abbiamo una resistenza fossile che riesce persino a mettere il gas nell'idrogeno che invece deve essere verde da pompaggi.Poi sui rifiuti il plasma li risolve con vantaggi economici,mentre gli inceneritori che costano il doppio ci danno sempre diossina cancro e non fanno levare come il plasma le discariche.Giovannini da Ministro ebbe in mano il mio progetto pompaggi acqua e mare.Non fece nulla per confermare il fossile 80%.Brambilla per me era un grande prof di statistica consulente persino Fondazioni Americane R.mentre Giovannini confermava il fossile. La legge di bilancio non fa gli interessi dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile italiano. Critiche alla bozza di manovra arrivano da energia-industria 5.0 -Presidente Caffese- che auspica interventi correttivi in ottica green prima che il provvedimento giunga in Parlamento. Il testo dovrebbe arrivare alla Camere per inizio dicembre. Critiche dall’Associazione Manager 5.0 per quanto riguarda il rinvio della “Plastic tax” e dell’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili(19 miliardi annui).Senza gassificazione plasma rifiuti e biomasse da 10 miliardi,non leveremo mai le discariche,la plastica non riciclabile e non avremo mai a costi bassi lo syngas che depurato è biometano(per inciso 100 inceneritori da 100 miliardi su proposta Salvini-Testa Assoambiente-hanno sempre diossina cancro ,producono solo MWh elettrici,ma non possono produrre syngas che solo il plasma produce.Per cui non mettere il plasma rifiuti biomassa fa accusare di monopolio Snam che usa vecchie e costose tecnologie.Se il 2020 funestato dalla pandemia è stato l’anno dei bonus, compresi quelli ambientali, il 2021 dovrà essere l’anno delle riforme. Per accelerare la transizione ecologica e rilanciare il Paese con scelte e decisioni da prendere ora, senza perdere altro tempo. A partire dalla legge di bilancio che deve essere modificata e migliorata. Servono investimenti green ambiziosi, non più rimandabili, che mettano al centro la ripartenza e la riconversione ambientale dell’economia italiana. Riteniamo incomprensibile il rinvio dell’entrata in vigore della plastic tax e quello relativo l’avvio del percorso per cancellare l’avvio alle fonti fossili. Senza dimenticare che in questa manovra finanziaria occorre individuare gli interventi che saranno al centro della proposta italiana sul piano nazionale ripresa e resilienza, cominciare a finanziarli e mandarli a regime con le risorse europee. Incentivi e Superbonus 110% L’associazione in questi giorni ha chiesto inoltre anche di prorogare il Superbonus 110% al 2025 e di estendere l’Ecobonus 110% anche alle barriere architettoniche. In un momento di crisi come quello che l’Italia sta vivendo, segnato dall’emergenza sanitaria e economica, si è intervenuti con contributi e esenzioni, rinvii fiscali, bonus. È però una strada insufficiente, bisogna anche prendere decisioni per far ripartire il Paese. A cominciare dalla sfida climatica e della qualità e tutela ambientale. È sbagliato non affrontare da subito le sfide che dovranno essere al centro del Recovery plan.Per questo tra le varie misure proponiamo di creare un fondo per l’accesso al credito per gli interventi da parte di famiglie e imprese per l’efficienza energetica, di mettere risorse per l’acquisto di treni e autobus per i pendolari e per la realizzazione di ciclabili da parte dei Comuni, di interventi di adattamento a un clima che sta già cambiando. Tutti interventi che possono essere finanziati con le risorse di Next Generation UE. È sbagliato continuare nella politica dei due tempi, per cui in futuro questi interventi avranno spazio ma ora non riusciamo, perché questo rinvio delle decisioni sta condannando il nostro Paese. Superbonus 110%: Caffese-Legambiente e CGIL chiedono proroga al 2025 Legge di Bilancio, le proposte di modifica di Legambiente Di seguito le proposte di Legambiente per la modifica della legge di bilancio 2021, suddivise in 13 temi chiave: Si ai pompaggi per 45 miliardi.si a 20 impianti plasma rifiuti e biomase per 10 miliardi.Si a idrogeno verde presi dai 13 miliardi stanziati ma senza idrogeno blu.In materia di fiscalità ambientale e sussidi alle fonti fossili Sussidi alle fossili: adeguamento della tassazione sulle estrazioni di petrolio e gas Sussidi alle fossili: rimodulazione accisa carburante in modo proporzionale alle emissioni di gas serra Sussidi alle fossili: trasformare le esenzioni dall’accisa nei settori dei trasporti, dell’agricoltura e negli usi civili in politiche di investimento in efficienza energetica e fonti rinnovabili Sussidi alle fossili: innovare la produzione di energia nelle isole minori Riqualificazione energetica in edilizia Incentivi per impianti di riscaldamento da fonti rinnovabili e a emissioni zero Eliminazione delle barriere architettoniche negli interventi di riqualificazione edilizia Accesso all’ecobonus per gli edifici sprovvisti di sistemi di riscaldamento Creazione di un fondo per l’efficienza energetica e l’accesso al credito da parte delle famiglie Riqualificazione energetica del patrimonio edilizio residenziale pubblico Misure di contrasto alla povertà energetica Completamento Anagrafe dell’edilizia scolastica Struttura di missione per la rigenerazione urbana Sostituzione di apparecchiature di refrigerazione Economia circolare e tutela delle risorse naturali Ridefinizione delle aliquote Iva per premiare l’economia circolare, le filiere locali di qualità, i prodotti per l’infanzia, quelli sanitari e igienici femminili Concessioni e canoni per i beni comuni di interesse ambientale Plastic tax Ecotassa per il conferimento a discarica e spinta al green public procurement Promozione del Green public procurement Creazione di un fondo nazionale per la bonifica dei siti orfani Mobilità sostenibile Welfare mobilità per i dipendenti Promozione della sharing mobility Circolazione su strada dei mezzi di micromobilità elettrica Rinnovo del materiale rotabile ferroviario regionale e urbano Servizi di trasporto di persone su strada mediante autobus Reti ciclabili urbane Esenzione pagamento parcheggio disabili Esenzione pagamento di TOSAP e COSAP per le infrastrutture e stalli di ricarica dei veicoli elettrici Adattamento ai cambiamenti climatici Sostegno alla filiera delle produzioni biologiche Potenziamento dei controlli ambientali Trasparenza e accesso ai dati del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza Sostegno alla ricostruzione pubblica e socio-economica delle aree colpite dagli eventi sismici 2016/2017 Risoluzione delle pratiche inevase dei condoni edilizi

serena grigolli

27/11/2020 alle 09:30

Accorciamento delle catene di fornitura e "reshoring" (ritorno in patria della produzione) richiederà revisione delle aziende e delle competenze. Non torneranno certo le produzioni labour-intensive ma produzioni ad alto contenuto di capitale. La finanza deve supportare questo processo, e riadattarsi. Il livello di education del nostro paese deve crescere. Per usare certe macchine servono meno persone e più formate. Le città ci devono consentire di vivere meglio rispetto a prima, spero che sia la richiesta di tutti!

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